Negli ultimi mesi le agevolazioni per chi apre un mutuo green sono aumentate:
addirittura da luglio le banche li hanno estesi, dopo quelli in classe A, anche agli immobili in classe B e C. Del resto essi presentano dei grossi vantaggi: tassi d’interesse ridotti, tra lo 0,10% e lo 0,40%, rispetto a quelli tradizionali, corsie più rapide nell’espletamento della pratica.
Esistono, tuttavia, svariate criticità, forse ancora non ben note ai consumatori ed in generale ai cittadini.
Gli immobili in classe energetica A o B hanno un prezzo di mercato nettamente più alto rispetto a quelli da ristrutturare. L'esiguo risparmio sul tasso d'interesse viene facilmente annullato dal maggior capitale da richiedere a prestito. Per chi acquista una casa da efficientare (passando, ad esempio, dalla classe G alla E/D), la burocrazia per dimostrare il salto energetico è complessa. Si rischia di sostenere spese tecniche elevate per l'APE (Attestato di Prestazione Energetica) senza poi ottenere la validazione della banca, finendo per pagare condizioni ordinarie.
Chi ha minor disponibilità economica viene di fatto escluso dalle condizioni agevolate, poiché non può permettersi né l'acquisto di immobili di nuova costruzione né i costi anticipati per le grandi ristrutturazioni.
In definitiva, Nonostante vengano presentati come lo strumento finanziario ideale per sostenere la transizione ecologica, i mutui green nascondono diverse criticità che spesso ne riducono i benefici effettivi per i consumatori. I mutui green,pertanto, rischiano di trasformarsi in una mossa di marketing istituzionale per le banche piuttosto che in una vera opportunità di risparmio per le famiglie, finché gli incentivi sui tassi non diventeranno significativamente più incisivi.